La terra in cui viviamo non ce l'hanno regalata i nostri padri, ma ce l'hanno prestata i nostri figli.

Dettaglio copertura parete perimetrale

Tetti verdi: soluzioni per il risparmio energetico. Introduzione.

Utilizzare la copertura a verde come parte strutturale di un edificio: ecco uno dei sistemi più innovativi per migliorare l’aspetto urbanistico delle nostre città, ridurre l’apporto di CO2, influenzare positivamente il microclima, recuperare le aree sottratte all’ambiente naturale, migliorare la percezione visiva ed infine ricucire il paesaggio naturale circostante.

Vantaggi diretti:

  • Protegge l’intera copertura, prolungando sensibilmente la durata dell’impermeabilizzazione e della struttura di sostegno,
  • Costituisce in estate e in inverno un forte isolamento da sollecitazioni termiche, meccaniche ed acustiche, attutendo i rumori e riducendo le escursioni termiche sia giornaliere che stagionali.
  • Regola la regimentazione idrica dei deflussi delle acque meteoriche con funzione di trattenimento, alleggerendo il carico sulla rete di canalizzazione delle acque bianche; (spesso le precipitazioni meteoriche sono riutilizzate per l’approvvigionamento di acqua alla vegetazione stessa e se opportunatamente depurate e filtrate possono essere fonte per un successivo utilizzo all’interno dell’edificio come, ad esempio, per lavatrici, irrigazione del giardino, lavaggio automobile ed altro).
  • Riflette in misura minore l’onda sonora, migliorando il clima acustico interno dell’edificio;
  • Agevola il riassorbimento di ossidi di carbonio, azoto, zolfo e anidride solforosa (i principali inquinanti emessi in atmosfera) migliorando la qualità dell’aria;
  • Filtra le polveri e fissa le sostanze nutritive dell’aria e delle piogge, migliorando il microclima zonale;
  • Incrementa il  valore commerciale del fabbricato stesso, migliorando il nostro portafoglio
  • Rende gradevole l’impatto visivo, migliorando l’aspetto urbano dell’intero quartiere.

L’utilizzo della tecnologia di inerbimento dei tetti ha una lunga tradizione in paesi come Norvegia, Irlanda, Islanda o in quelle regioni in cui gli inverni sono rigidi e lunghi, per le proprietà termofisiche, isolanti e protettive che sono state sopra citate. Lo strato di terra ha un effetto termicamente equilibrante in quanto trattiene parte dell’acqua piovana e l’evaporazione dell’umidità ha un effetto raffrescante, impedendo il surriscaldamento del tetto in estate.
A causa del calore e dei raggi UV (ultravioletti), sulle superfici dei tetti non ricoperti di verde e senza ghiaia lo strato di bitume esala alcuni tipi di olii che intaccano ed accorciano la durata dei materiali. Nel periodo del riscaldamento i tetti verdi diminuiscono la dispersione di calore sino al 10%, mentre nell’afa estiva creano una piacevole frescura.

Com’è fatto un tetto verde?

  • Manto verde tipo prato e arbusti se di tipo intensivo, tipo sedum se estensivo;
  • strato di terriccio formato da una miscela di materiale sfuso minerario e sostanze organiche, lapillo di lava, pietra pomice, terriccio e concimi organici ed inorganici, disponibili per le piante in tempi diversi; le stesse piante dispongono così a breve, medio e lungo termine delle sostanze nutritive necessarie per un successo vegetativo ottimale. La particolare granulometria, con un’alta percentuale di granuli da 2-4 mm, consente impianti di germogli e talee con un contatto più veloce dei peli radicali con le particelle di substrato fini e pieni d’umidità. Un’alta capacità d’assorbimento delle sostanze nutritive, un basso contenuto di sale, un’alta quantità di acqua disponibile per le piante ed un fattore d’assestamento molto basso rendono il substrato un prodotto ottimale per l’uso in copertura.
  • Strato di separazione, ancoraggio delle radici, diffusione di umidità:  si tratta di un filtro geotessile realizzato con fibre di poliestere e polipropilene, unito termicamente senza collanti o leganti chimici, di grande resistenza; ha una struttura fibrosa, omogenea e stabile, ad alta permeabilità e garantisce una filtrazione ottimale delle particelle fini e non consente l’intasamento degli strati sottostanti; è resistente alla decomposizione e al gelo, ricco di capillari e in grado di distribuire l’umidità uniformemente. Grazie alla trasmissione capillare dell’umidità, l’acqua viene recuperata da elementi sottostanti situati nelle zone dove la vegetazione non ha bisogno idrico ed è distribuita alle piante che ne hanno maggiore necessità;
  • strato di immagazzinamento dell’acqua, 70-80 cm con funzione di drenaggio, stoccaggio idrico, protezione dell’impermeabilizzazione, isolamento termico;
  • Filtro separatore o strato d’impermeabilizzazione.

E la manutenzione?

Dipende dal tipo di inverdimento:

Il rivestimento a verde estensivo ha capacità di carico e spessore ridotto 70-250 kg./mq, 8-15 cm, ed è adatto alla copertura di tetti piani e inclinati fino a 30°, capannoni industriali ed artigianali, centri commerciali, garages sotterranei, box condominali, superfici piane o poco inclinate protette da impermeabilizzazione o zavorrate con ghiaia. Esso implica oneri minimi di costruzione, manutenzione (1-2 interventi l’anno) e gestione, costi di installazione che consentano l’ammortamento dell’intervento nel medio termine, semplicità di posa in opera, scelta di vegetazione varia e ricca, ridotto fabbisogno nutritivo delle piante.

Il rivestimento a verde intensivo (detto anche giardino verde) è adatto a tetti piani con portate utili del solaio superiori a 250-2000 kg/mq e spessori da 20-150 cm: esso comporta un sistema automatico di irrigazione e di controllo dell’acqua,  necessita di una manutenzione elevata e a causa degli elevati carichi la struttura deve essere progettata in modo tale da sopportare tali sforzi strutturali. È adatto alla copertura di loggiate e terrazze abitabili, tetti piani di edifici pubblici, privati, industriali, garages sotterranei, tracciati della metropolitana e ferrovie.

[Articolo scritto in collaborazione con l'Arch. Chiara Dellanoce]

Particolare esecutivo Villa Singola in Castelleone

 

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